.
TURISMO
.
.
.
.
   

 

Legislazione P.M.I.
P.M.I. del territorio
Riconoscimento Prodotti di Montagana
Regolamentazione Marchi di Qualità
Europa
Scadenzario bandi C.E.

 

  europa

UTILIZZARE AL MEGLIO I FONDI EUROPEI

Il presente documento illustra, in breve, il modo in cui le piccole e medie imprese, le organizzazioni intermediarie/rappresentative, nonché gli enti pubblici locali e regionali in Italia possono beneficiare di un sostegno finanziario per una vasta gamma di progetti e di iniziative in vari settori, quali ad esempio il turismo e il commercio, attraverso i fondi strutturali e i fondi gestiti direttamente dalla Comunità Europea.
L’Unione europea gestisce, infatti, considerevoli somme di denaro per il miglioramento dell’economia europea, del settore pubblico e dei cittadini.
E’ da quasi vent’anni che vengono puntualmente messi a disposizione dei cittadini dell’Unione Europea, con programmazione quinquennali, aiuti finanziari per sviluppare, migliorare o intraprendere attività produttive sul territorio comunitario.
I fondi comunitari come detto si suddividono in risorse gestite direttamente dalla Commissione Europea e in risorse la cui gestione è demandata agli Stati membri attraverso le amministrazioni centrali e periferiche.
Nel caso dei finanziamenti a gestione indiretta, le risorse sono assegnate agli Stati membri, in particolare alle Regioni, per eliminare il divario di sviluppo tra le Regioni europee e stimolare la coesione economica e sociale (si tratta dei fondi strutturali).
Le Regioni, sulla base di una programmazione che deve essere approvata dalla Commissione Europea, ne dispone l’utilizzazione attraverso metodologie e procedure che rispondono a logiche e regole nazionali;
Nel caso dei finanziamenti a gestione diretta, invece, è la Commissione europea che eroga i fondi e che stabilisce autonomamente i criteri di funzionamento dei vari programmi comunitari.
I programmi comunitari, che rispondono a scelte mirate dell’Unione Europea, sono appunto gestiti direttamente dalla Commissione europea con la metodologia dei bandi e seguono due procedure di aggiudicazione distinte: la sovvenzione (call for proposals) e la gara d’appalto (call for tenders).

I FONDI STRUTTURALI
I Fondi Europei Per Le Imprese Nei Settori Del Commercio E Del Turismo
I Quattro Fondi Strutturali
Finanziamenti Alle Imprese
Finanziamenti Nel Settore Del Turismo
Come Ottenere Un Sostegno Dei Fondi Strutturali

I FINANZIAMENTI A GESTIONE DIRETTA
Programmi E Bandi Comunitari
Criteri Di Lettura Dei Bandi
Chi Può Partecipare?
Elementi Tecnici
Criteri Di Valutazione Della Commissione Europea

 

I Fondi Strutturali

I fondi strutturali rappresentano uno strumento finanziario utilizzato dall’Unione europea per migliorare la situazione economica generale nelle regioni meno sviluppate o meno favorite del suo territorio.
Per fare questo, l’intero territorio dell’Unione è stato suddiviso in zone, sotto – insiemi territoriali, accomunati per un ritardo nello sviluppo industriale o un declino industriale avanzato o un’attività rurale ancora accentuata o una diffusa necessità di aggiornamento delle attività produttive in termini di strumenti o di risorse umane.
Oltre alla forte disponibilità di fondi dell’Unione europea, anche gli Stati membri e le loro suddivisioni regionali hanno intrapreso una politica di distribuzione di aiuti finanziari.
La panoramica dei programmi comunitari, delle leggi regionali o statali, è quanto mai variegata e fa riferimento, per la distribuzione, alla suddivisione territoriale per obiettivi che l’Unione europea aggiorna con scadenza biennale. Gli ormai conosciuti obiettivi 1, 2, 3 ricoprono a macchia di leopardo anche tutto il territorio italiano: alle regioni del sud Italia l’obiettivo 1, al nord e centro Italia obiettivi 2. Su tutto il territorio nazionale attivi gli obiettivi 3, quest’ultimo riservato alla formazione professionale per i disoccupati. I fondi strutturali non mirano unicamente a migliorare servizi, infrastrutture e standard, ma perseguono altresì obiettivi umani più generali. Ad esempio, essi cercano di contribuire a migliorare le opportunità di lavoro, la qualità della vita in generale, la sicurezza dei cittadini, la sostenibilità della società nonché la ripresa commerciale e turistica di aree con ritardi nello sviluppo. L’interesse si accentra su zone con alti livelli di disoccupazione e in corso di riconversione industriale, regioni che registrano un marcato spopolamento, zone problematiche in ambienti urbani, nonché regioni frontaliere.
L’aiuto riguarda anche i giovani, i disoccupati di lunga durata, gli emarginati sociali e i lavoratori non qualificati.
Le aree di interesse produttivo che questi aiuti finanziari ricoprono vanno dalla produzione industriale metalmeccanica alla ricerca avanzata nel settore aerospaziale, passando anche attraverso i servizi nel settore turistico.
Possono beneficiarne tanto le amministrazioni pubbliche quanto le imprese private.
I fondi messi a disposizione dai vari enti amministrativi si suddividono grosso modo in due grandi categorie: gli aiuti finanziari a fondo perduto, più tecnicamente denominati in conto capitale, e i finanziamenti a tasso agevolato.
Va da sé che i fondi in conto capitale risultano i più ricercati per via della grossa opportunità che presentano. L’altra faccia della medaglia consiste però in una potenziale difficoltà nell’accesso per via della forte presenza di concorrenza. Per i fondi a tasso agevolato succede spesso l’opposto: pochi concorrenti e grande facilità di accesso al finanziamento.

Informazioni e modalità in merito alle opportunità di finanziamenti presenti sia a livello comunitario sia in ambito nazionale
La prima fonte di informazioni è la Gazzetta Ufficiale pubblicata dai rispettivi organismi pubblici: comunità europea, stato membro, regione.
Ogni legge è, infatti, portata a conoscenza dei cittadini attraverso le rispettive Gazzette Ufficiali. Sulle Gazzette sono pubblicati i bandi di concorso, le tempistiche entro le quali devono essere presentate le domande presso gli uffici di competenza, e in alcuni casi i moduli necessari che devono essere compilati per l’accesso alla valutazione della richiesta di finanziamento.
In seconda battuta è possibile rivolgersi presso gli assessorati all’industria o al turismo delle rispettive regioni di appartenenza per avere informazioni a livello locale. Infine è sempre possibile mettersi in contatto con gli uffici dei ministeri a Roma, per avere notizie di opportunità finanziarie gestite direttamente dal governo centrale.
Le problematiche che sorgono nel processo di accesso ai finanziamenti pubblici sono di diversa natura, quello più ricorrente è l’inefficienza e l’inadeguatezza della comunicazione, spesso le opportunità di finanziare la propria impresa ci sono ma non se ne conosce l’esistenza.

DA NON DIMENTICARE: I FONDI STRUTTURALI SONO SOVVENZIONI, NON PRESTITI. ESSI VANNO INVESTITI SAGGIAMENTE, MA NON RIMBORSATI.

Indice

I Fondi Europei Per Le Imprese Nei Settori Del Commercio E Del Turismo

I programmi dei fondi strutturali europei sostengono una vasta gamma di attività che contribuiscono a migliorare i risultati delle imprese che operano nei settori del commercio e del turismo. A titolo d’esempio, attività che possono beneficiare di un sostegno dei fondi strutturali nell’ambito dell’obiettivo 1 e dell’obiettivo 2. Interreg. IIIA interessa in genere le frontiere nazionali, Urban II è disponibile a Carrara, Caserta, Crotone, Genova, Milano, Misterbianco, Mola di Bari, Pescara, Taranto e Torino. L’obiettivo 3, Leader + e Equal sono essenzialmente disponibili in tutto il paese.

Sette sono gli strumenti europei per lo sviluppo regionale:

  • Obiettivo 1 per progetti nelle regioni meno sviluppate
  • Obiettivo 2 per progetti in zone industriali, urbane e rurali in difficoltà
  • Obiettivo 3 per progetti connessi con il mercato del lavoro
  • Interreg III per progetti transfrontalieri, transnazionali e interregionali
  • Urban II per progetti innovativi a favore dello sviluppo urbano
  • Equal per progetti innovativi connessi con il mercato del lavoro
  • Leader + per progetti innovativi a favore dello sviluppo rurrale

I Quattro Fondi Strutturali:

  • FESR (fondo europeo di sviluppo regionale) per investimenti in infrastrutture e PMI
  • FSE (fondo sociale europeo) per la formazione della forza di lavoro
  • FEAOG (fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia) per la promozione dello sviluppo agricolo e rurale
  • SFOP (strumento finanziario di orientamento della pesca) per lo sviluppo e la riconversione di zone dipendenti della pesca.

Finanziamenti alle imprese

Le opportunità concrete di ricevere un sostegno finanziario per lo sviluppo del settore del commercio in Italia variano a seconda dei programmi e delle regioni. Per informazioni esaurienti è opportuno contattare l’organizzazione settoriale locale oppure l’amministrazione responsabile dell’attuazione del programma.

Finanziamenti alle imprese nel settore del turismo

Nel mondo attuale, il turismo è una fonte essenziale di reddito in molti settori. Esso rappresenta la possibile punta di diamante dello sviluppo del nostro territorio, nei prossimi anni si prevede che esso contribuirà attivamente alla diversificazione della struttura economica e alla sfida dell’occupazione in tutta Europa, molte imprese turistiche sono di piccole dimensioni e non dispongono della necessaria capacità finanziaria. Il miglioramento della qualità, l’aumento del numero delle stanze, la realizzazione di prodotti e la diversificazione costituiscono tutti esempi di attività che possono ottenere un finanziamento.

Miglioramento della qualità ricettiva

Il rinnovo di stanze d’albergo, sistemi fognari e parcheggi si traduce in una maggiore soddisfazione da parte dei clienti, in un ambiente più sicuro e in migliori affari.

Investimenti in attrazioni turistiche

L’allestimento di attrazioni o il loro rinnovamento servono ad attrarre un maggior numero di turisti e a rendere popolare la località. Un aumento dei visitatori comporta una maggiore cifra d’affari e una maggiore attività imprenditoriale.

Formazione in materia di commercializzazione destinate agli imprenditori nel settore del turismo

Le competenze in materia di commercializzazione sono essenziali nel mondo attuale del commercio e del turismo. La formazione nel settore del turismo si traduce in una maggiore efficienza imprenditoriale.

Assistenza nella commercializzazione

L’assistenza in materia di commercializzazione di prodotti e località turistiche, in particolare in collaborazione con altre parti interessate, contribuisce a offrire un’immagine più dinamica ed a migliorare i risultati.

Indice

Come ottenere un sostegno dei fondi strutturali

Per ottenere un sostegno dei fondi strutturali sono necessari tempo e attenzione.
In primo luogo, una PMI o un’organizzazione intermediaria deve esaminare in che modo migliorare il suo funzionamento in modo da soddisfare gli obiettivi dell’UE quali una maggiore occupazione, una migliore infrastruttura, un maggior numero di visitatori o una maggiore cifra d’affari.

La fase seguente è una visita o una presa di contatto con le seguenti istanze:

  • Amministrazione istituzionale più vicina (regione, provincia, comune) e/o
  • organizzazione settoriale (organizzazione del commercio o del turismo), se partecipante ai programmi europei.
  • Informazioni utili possono essere fornite anche dagli Euro Info Centres (consultare il sito: http://europa.eu.int/comm/enterprise/networks/eic_italy.htlm).

L’istanza da contattare dipende dalle condizioni particolari della regione. Quest’ultima, peraltro, resta il punto di riferimento principale. Tali istanze spiegheranno esaurientemente il tipo di progetti ammissibili, il modo migliore di presentare una richiesta e, in generale, come orientarsi nel labirinto delle sovvenzioni dei fondi strutturali.

Indice

I FINANZIAMENTI A GESTIONE DIRETTA

Le presenti linee guida si riferiscono ai fondi gestiti in forma diretta dalla Commissione europea tramite i bandi comunitari che utilizzano la procedura della sovvenzione.

Programmi e bandi comunitari

La Commissione europea, in base agli obiettivi che si prefigge di realizzare, predispone dei programmi comunitari inerenti le materie di cui si occupano le varie Direzioni Generali della Commissione (Agricoltura, Ambiente, Istruzione e cultura, Ricerca scientifica e tecnologica, Energia e trasporti, ecc.), aventi generalmente una durata pluriennale (dai 4 ai 6 anni) oppure annuale.

Tali programmi rappresentano gli strumenti di finanziamento con i quali la Commissione europea intende realizzare i suoi obiettivi e sono gestiti direttamente dalla Direzione Generale competente per materia, attraverso la pubblicazione periodica di inviti a presentare proposte (bandi comunitari che utilizzano la procedura della sovvenzione) sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (GUUE), cui possono partecipare i soggetti di volta in volta abilitati, generalmente in cooperazione transnazionale.

Le risorse limitate a disposizione di ciascun programma comunitario e la partecipazione massiccia ai bandi determinano una fortissima selezione: i progetti presentati devono pertanto essere perfetti dal punto di vista formale e molto competitivi per quanto riguarda i contenuti.

Il bando rappresenta lo strumento ufficiale di attuazione di un programma comunitario e contiene:

  1. La descrizione del programma e la sua dotazione finanziaria;
  2. La procedura e i termini di presentazione delle proposte;
  3. L’importo del contributo finanziario dell’Unione Europea;
  4. I requisiti minimi per poter partecipare;
  5. I criteri di selezione;
  6. Gli indirizzi presso i quali è possibile ottenere la documentazione informativa (Information Package) necessaria al fine della presentazione della proposta di progetto (come le linee guida per il proponente, il programma di lavoro (Work Programme), i moduli per la presentazione delle proposte).

Il progetto deve essere sempre presentato alla Commissione europea utilizzando una modulistica standard predisposta e ciò al fine di facilitare gli esaminatori nel giudizio dei progetti.
In questo modo la Commissione europea fornisce regole standard per tutti coloro che intendono candidarsi alla presentazione del progetto.
Generalmente, i termini di scadenza per la presentazione di proposte di progetto sono di tre mesi, a seconda del programma comunitario di riferimento, ma possono variare dalle sei settimane ai quattro mesi.

Indice

Criteri di lettura del bando

Negli inviti a presentare proposte (sovvenzioni o call for proposals) sono presenti alcuni vincoli generali di cui tener conto:

  1. Budget: è necessario tener conto del limite superiore di finanziabilità di un progetto e della quota percentuale finanziabile.
  2. Territorio: occorre verificare, dalla lettura del bando, quali siano le aree geografiche verso cui sono diretti i finanziamenti.
  3. Partenariato: è importante considerare la tipologia dei partner (es. imprese private o pubbliche amministrazioni); l’origine dei partner (es. provenienti da due o più paesi membri).
  4. Vincoli formali: ad esempio deve essere assolutamente rispettata la data limite per la presentazione della proposta.

Come già precisato, i bandi sono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (GUUE), che è la fonte ufficiale di documentazione dell’Unione Europea, disponibile in tutte le lingue dell’UE ed è articolata in tre serie:

    • serie C (comunicazioni e informazioni);
    • serie L (legislazione),
    • serie S (supplemento).

Gli inviti a presentare proposte sono reperibili sulla serie C.

Chi è interessato ad un bando, tuttavia, non dovrebbe attendere la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE, ma esaminare le aree tematiche dei programmi comunitari che saranno oggetto di inviti a presentare proposte. In questo modo è possibile guadagnare tempo per la presentazione dell’idea progettuale ancora prima che il testo del bando sia pubblicato.

Un primo passo importante consiste nell’individuazione del programma specifico più adatto e più conforme agli obiettivi che si intendono raggiungere. I programmi specifici forniscono nel dettaglio le informazioni relative alle tipologie di azioni e ai soggetti che possono metterle in atto.

Nella scelta del programma comunitario è da tenere presente anche la dotazione finanziaria per esso predisposta dalla Commissione Europea. Ogni bando è finalizzato infatti al finanziamento di più progetti e il budget totale è distribuito fra tutti quelli approvati. Si dovrà quindi valutare se l’importo messo a disposizione sia idoneo a coprire le spese previste per la realizzazione del proprio progetto. Le sovvenzioni sono cofinanziate dalla Commissione europea in misura diversa (il sostegno varia da un minimo del 35% dei costi per i progetti di ricerca ad un massimo dell’85% per progetti presentati da Onlus). Va ricordato che il sostegno finanziario della Commissione europea è diretto solo alla realizzazione del progetto e non al funzionamento complessivo delle organizzazioni che lo realizzano.

Indice

Chi può partecipare?

Il progetto, in base alle indicazioni degli inviti a presentare proposte, può essere presentato da persone giuridiche (per esempio università, centri di ricerca, enti pubblici, enti privati, ONG, imprese, ecc), e talvolta anche da persone fisiche, stabilite negli Stati membri dell’Unione Europea o appartenenti ad altri paesi che partecipano ai programmi comunitari.

I partecipanti ad un progetto devono offrire un livello sufficiente di affidabilità tecnica e finanziaria: quasi tutti i bandi comunitari prevedono che i soggetti beneficiari soddisfino i criteri di ammissibilità legale, capacità finanziaria e capacità tecnica. Dal momento che i finanziamenti europei comportano una serie di diritti e doveri, è importante che il candidato goda di uno stato giuridico adeguato e possa fornire garanzie circa la redditività finanziaria, l’integrità professionale e la capacità di portare a termine l’azione oggetto di finanziamento.

I partecipanti a un progetto si suddividono in tre categorie, in base alla natura del loro ruolo:

  1. Il coordinatore del progetto: è il soggetto legalmente e finanziariamente responsabile della realizzazione del progetto nei confronti della Commissione europea, per cui dovrebbe disporre di un’esperienza specifica di project – management e delle necessarie capacità tecniche. In particolare, gli competono le seguenti funzioni:
    • Ricevere il contributo finanziario della Commissione europea e assicurarne la distribuzione a ciascun partecipante;
    • Fornire relazioni e rapporti sullo stato di avanzamento del progetto alla Commissione europea, in cui sono inclusi i dati forniti dal partner;
    • Tenere registri contabili aggiornati conformemente ai principi stabiliti dalla legge e dalle norme esistenti;
    • Conservare la documentazione giustificativa di tutte le spese, le entrate e gli introiti del progetto indicati alla Commissione europea (comprese copie della documentazione dei partner e dei sub-contraenti), come ad esempio fatture, prospetti sull’impiego del tempo e documenti usati per il calcolo delle spese generali;
    • Concludere con i partner gli accordi necessari per realizzare il progetto. Negli accordi devono essere descritti chiaramente i ruoli, i diritti, gli aspetti finanziari e le responsabilità dei partecipanti.
  • I partner: contribuiscono ad uno o più compiti nella realizzazione del progetto e di conseguenza ai costi da sostenere. Fruiscono del contributo finanziario della Commissione così come stabilito nell’accordo tra partner e coordinatore. Hanno l’obbligo di fornire al beneficiario i documenti necessari per la presentazione delle relazioni tecniche alla Commissione europea. Si assicurano, inoltre, che i sub-contraenti emettano fatture che facciano chiaramente riferimento al progetto.
  1. I cofinanziatori: apportano risorse finanziarie al progetto e non beneficiano del contributo comunitario, tranne nel caso in cui partecipino al progetto anche in qualità di partner. Non è necessario che i cofinanziatori partecipino direttamente alla realizzazione tecnica del progetto.
Ricerca del partner

Uno dei requisiti essenziali per la partecipazione ai bandi europei è la transnazionalità. Normalmente, infatti, i progetti devono coinvolgere almeno due organismi di due Stati membri diversi, o di almeno uno Stato membro e uno Stato associato dell’Unione Europea. L’individuazione dei partner è quindi uno degli aspetti principali nella fase di preparazione di un progetto.

I requisiti del partenariato sono:

    • transnazionalità;
    • distribuzione geografica;
    • complementarietà delle esperienze e delle competenze.

Un primo passo è quello di esaminare la possibilità di trovare i partner tra i soggetti e gli organismi con i quali si è già in contatto (enti pubblici o privati, clienti, industrie con rapporti di collaborazione, università nei diversi paesi, istituti).
Questa soluzione consente di ridurre il tempo di preparazione di una proposta in quanto non è necessario il lavoro di approccio preliminare e si ha una conoscenza reciproca delle competenze, dei metodi di lavoro e degli obiettivi dei partner, per cui il dialogo è immediato e basato su una fiducia preesistente.

Se non si hanno già contratti con partner stranieri è possibile cercarli:

    • partecipando a giornate informative (infodays) sui programmi comunitari organizzate dalla Commissione europea;
    • borse di partenariato;
    • repertori di progetti già approvati (cartacei o su internet);
    • gemellaggi;
    • reti di partenariato.

La collaborazione transnazionale richiesta ai progetti non è sempre di facile realizzazione, la gestione del progetto diventa, durante il suo svolgimento, più complessa e più costosa, i contatti con i diversi organismi, di vario tipo e localizzazione, implicano nuovi accordi e relazioni contrattuali che portano spesso rallentamenti nell’esecuzione dei lavori.

Ma una collaborazione transnazionale porta sicuramente:

    • accrescimento delle conoscenze e delle informazioni;
    • estensione delle reti e dei contatti;
    • ripartizione dei costi tra i vari partner, con possibilità di partecipare a progetti di dimensioni più elevate di quelle possibili a un singolo organismo;
    • ottimizzazione nell’uso delle competenze.

    Indice

    Elementi Tecnici

Presentare una proposta

Oltre alla ricerca dei partner esteri appartenenti all’Unione Europea o a paesi candidati all’adesione, per presentare una proposta occorre:

  1. reperire le informazioni e i documenti della Direzione Generale di riferimento (programma di lavoro, bando o invito a presentare proposte, guida per i proponenti, manuale delle procedure di valutazione delle proposte);
  2. redigere la modulistica contenuta nella guida per i proponenti (parte amministrativa, parte descrittiva e parte finanziaria);
  3. raccogliere la documentazione da allegare alla modulistica (rendiconto finanziario dell’ultimo esercizio, descrizione dell’azione e calendario dettagliato, bilanci di previsione, curriculum vitae dei responsabili dello svolgimento dell’azione). Inoltre, possono essere richiesti: certificato di registrazione legale, statuto o atto costitutivo, elenco dei membri del Consiglio di amministrazione, relazione di bilancio dell’esercizio precedente, relazione di verifica effettuata negli ultimi due esercizi da un organismo di audit accreditato, garanzia finanziaria, lettere d’impegno delle organizzazioni partner a cofinanziare l’azione nella misura indicata nella domanda di finanziamento;
  4. coinvolgere persone con esperienza nella redazione di proposte di progetto e che dispongano di adeguate cognizioni finanziarie e tecniche.

La forma

Non va sottovalutata l’importanza di una proposta ben strutturata: una buona presentazione è già un primo elemento positivo di valutazione. La forma è fondamentale.

E’ opportuno quindi adottare un linguaggio chiaro e preciso ed evitare di ricorrere a una terminologia ambigua. Una buona proposta deve essere redatta con uno stile facilmente comprensibile. Deve essere precisa e concisa – i valutatori baseranno la loro valutazione sui contenuti, non sul numero di pagine.

Il progetto può essere redatto in una qualsiasi delle lingue dell’Unione Europea, tuttavia una traduzione inglese dell’intera proposta sarebbe utile ai valutatori e allegare una sintesi del progetto in inglese è sempre opportuno. Inoltre, visto che nella fase di valutazione dei progetti si fa uso della lingua inglese, è consigliato scrivere in questa lingua la parte tecnica del progetto, per evitare che la traduzione fatta a Bruxelles (senza il controllo dei proponenti) snaturi il contenuto del progetto.

Criteri da rispettare nella presentazione della proposta

E’ importante tenere presente nella redazione di una proposta per una sovvenzione dei seguenti punti:

    • la conformità del progetto agli obiettivi della Commissione europea e del programma;
    • la misurabilità dei risultati;
    • la qualità ed efficienza della proposta;
    • l’impossibilità della realizzazione del progetto tramite gara d’appalto;
    • l’impossibilità di accumulare più finanziamenti comunitari sullo stesso progetto;
    • la realizzazione del progetto non deve essere ancora avviata in quanto la Commissione europea copre le spese ammissibili dopo l’approvazione della proposta progettuale;
    • il rispetto dei principi etici e di sicurezza europei;
    • il rispetto dei criteri specifici di valutazione previsti dalla Direzione Generale interessata.

Ulteriori consigli:

    • indispensabile è un’analisi precisa delle misure ammissibili e delle relative priorità, in quanto vengono presi in considerazione solo i progetti che rientrano nel quadro indicato dal relativo bando. Si deve prestare attenzione anche alle clausole di esclusione;
    • la dimensione europea, il carattere innovativo e transnazionale, l’utilizzo dei risultati tecnici del progetto e la sua rilevanza per la coesione economica e sociale dell’Unione Europea sono da sottolineare ad ogni occasione: anche argomenti di tutela ambientale contribuiscono in modo positivo ad aumentare le chance di successo;
    • importante è offrire garanzie di una gestione professionale del progetto, come pure di un piano finanziario trasparente definendo in modo chiaro i ruoli del coordinatore del progetto ed il contributo di ogni singolo partner;
    • la descrizione del progetto deve indicare in modo chiaro ed inequivocabile lo scopo, l’eseguibilità ed il suo significato economico;
    • tutte le domande vengono valutate in base ad un punteggio, nel quale anche il rispetto dei criteri formali e la presentazione ottica del progetto stesso possono avere il loro peso;
    • i progetti vengono valutati solo se presentati entro le scadenze previste presso l’ufficio competenti

Ammissibilità delle spese nella fase di valutazione del progetto

L’ammissibilità di una spesa è valutata in rapporto a:

    • parametri di ammissibilità di quel determinato programma;
    • contesto generale;
    • natura della spesa;
    • importo;
    • destinazione fisica o temporale del bene/servizio;
    • altre azioni cofinanziate in contemporanea o antecedentemente

Il piano Finanziario

La proposta progettuale deve essere sempre compilata su un apposito formulario generalmente reperibile su Internet (assieme alla decisione che ha istituito il programma di riferimento e alla guida per i proponenti che fornisce indicazioni ulteriori rispetto al testo del bando al fine di presentare l’idea progettuale) al sito web indicato nel bando cui si fa riferimento per chiedere il cofinanziamento della Commissione europea.

Il piano finanziario del progetto deve risultare chiaro ed equilibrato. Si consiglia di pianificare il progetto in modo che un’eventuale diminuzione del contributo comunitario non metta a repentaglio la realizzazione del progetto stesso.

La quota percentuale che non è finanziata dalla Commissione europea può derivare da:

    • fondi propri degli enti partecipanti;
    • sovvenzioni pubbliche;
    • prestiti bancari;
    • previsioni di introiti legati al progetto (es: vendita di materiale, gadgets, pubblicazioni, ecc.);
    • apporti in natura (personale retribuito, uso di locali e infrastrutture, ecc).

Il budget del progetto è molto importante e si può comporre di varie voci:

    • risorse umane (ore, giorni, mesi lavorativi per persona);
    • utilizzo di attrezzature (affitto locali, ammortamento per apparecchiature);
    • servizi esterni (consulenze);
    • viaggi e soggiorni;
    • interpretariato e traduzioni;
    • documentazione, materiali informativi;
    • spese generali in percentuale (affitto di sale, fax, riscaldamento, illuminazione, manutenzione e pulizia, sicurezza, ecc.)

Se le spese preventivate risultano più alte, l’Unione Europea non prevede una maggiorazione degli stanziamenti, mentre qualora risultino più basse, il contributo comunitario verrà diminuito proporzionalmente. Ogni spesa ammissibile dovrà essere adeguatamente documentata.

Valutazione del progetto

Una volta che la domanda di contributo finanziario sia stata compilata e inviata direttamente alla Direzione Generale competente della Commissione europea (il cui indirizzo si trova sul testo del bando), occorre attendere il risultato della valutazione. La Commissione europea invia una lettera di ricevimento del progetto, al quale viene attribuito un numero di protocollo che il leader proponente deve conservare con estrema cura. Da quel momento inizia la fase di valutazione del progetto da parte di persone esperte e competenti nell’analisi. Infine c’è l’esito che prevede l’approvazione o la bocciatura dello stesso.

Nel frattempo, tuttavia, è possibile “fare qualcosa” per sapere come stanno andando le valutazioni? Dal punto di vista istituzionale non esiste una strada per monitorare l’andamento della valutazione in quanto essa è coperta da riservatezza a tutela dell’imparzialità del giudizio rispetto agli altri progetti concorrenti. Sull’andamento dei lavori di valutazione, tuttavia, è possibile fare attività di lobbying, ovvero contattare eventuali referenti per capire, per l’appunto, come si stanno svolgendo le procedure di valutazione. E’ utile a questo proposito fornire il proprio numero di protocollo che la Commissione europea ha assegnato al progetto.

Il tempo necessario per la valutazione varia dai due ai quattro mesi a seconda di vari fattori:

    • numero di proposte pervenute;
    • la complessità dell’invito a presentare proposte;
    • il tipo del programma comunitario interessato;
    • la Direzione Generale che effettua la valutazione;
    • la “anzianità” del programma di riferimento.

La procedura di valutazione delle proposte da parte della Commissione europea verte su quattro punti fondamentali:

      • l’esame della conformità formale, che esclude le proposte che non abbiano rispettato i criteri di ammissibilità indicati nel bando:
    • data di ricevimento della proposta da parte della Commissione europea anteriore al termine prefissato;
    • firma del rappresentante legale dell’organismo proponente;
    • firma dei rappresentanti legali dei partner;
    • numero dei partner minimi indicati nel bando che debbano essere coinvolti in un progetto;
    • domande complete e compilate in tutte le sue parti;
    • presenza, in allegato alla domanda di finanziamento, di una serie di documenti (ad esempio può essere richiesto il bilancio, lo statuto dell’ente e/o dell’organizzazione, ecc.)
  • L’esame dell’ammissibilità del proponente: il proponente deve
    • rientrare nelle categorie ammissibili espressamente citate nel bando (ad esempio per un’organizzazione proponente si richiede che possa avere sede legale in uno dei 25 Stati membri, oppure che abbia finalità senza scopo di lucro, ecc.);
    • avere uno statuto giuridico adeguato.
  • L’esame dell’ammissibilità della proposta: occorre infatti
    • non superare il massimale di spesa totale previsto dal bando e prevedere una spesa complessiva inferiore di quella finanziata dal bando;
    • prevedere un cofinanziamento da parte della Commissione europea pari alla percentuale prevista dal bando;
    • prevedere una durata delle azioni che non superi (o che sia inferiore) a quella prevista dal bando;
    • soddisfare i requisiti di transnazionalità previsti dal bando, ovvero il progetto deve coinvolgere tanti paesi quanti ne prevede il bando. Essi possono essere, a seconda delle indicazioni fornite, Stati membri, Stati in fase di preadesione, paesi SEE, paesi EFTA, ecc

Tutte le proposte che non soddisfano le condizioni precedentemente indicate, sono scartate dall’analisi di merito sulla qualità del progetto.

  1. La valutazione qualitativa delle proposte, prevede i seguenti criteri in base ai quali la proposta deve rientrare:
    • conformità del progetto agli obiettivi indicati nel bando;
    • grado di innovatività della proposta;
    • grado di trasferibilità, in altri contesti, dei risultati attesi;
    • chiarezza e fattibilità del progetto;
    • qualità della partnership (con tale criterio si intende spesso una effettiva partecipazione all’ideazione e implementazione del progetto);
    • efficacia dei meccanismi di diffusione dei risultati ottenuti;
    • presenza di adeguati sistemi di controllo e di valutazione finale

Indice

Criteri di valutazione della Commissione europea

La Commissione europea, nella valutazione di un progetto tiene conto dei seguenti criteri.

  1. Valore aggiunto europeo. Esso dipende:
  • dalla rilevanza dell’argomento trattato;
    • dalla metodologia attuata;
    • dal numero dei paesi partecipanti;
    • dalla rappresentatività dei coorganizzatori;
    • dall’esperienza e competenza dei responsabili;
    • dalla natura europea ed entità numerica del pubblico;
    • dalla possibilità di cooperazione continua.
  1. Transnazionalità:
    • Cooperazione su tre campi: know, competenze, esperienze;
    • Ruolo dei partner;
    • Cofinanziamento bilanciato (proponente/partner);
    • Tipologia di professionalità;
    • Costituzione e gestione della partnership.
  1. Qualità:
  • Qualità formale (ovvero chiarezza degli obiettivi, pertinenza del bilancio, ecc.);
  • Grado di coinvolgimento dei coorganizzatori;
  • Pertinenza delle azioni proposte in relazione agli obiettivi del programma.
  1. Innovazione e creatività:
    • prospettiva;
    • metodologia;
    • natura della cooperazione;
    • tipologia di innovatività: metodologia, area geografica, tipologia di intervento, partnership, tecnologia, destinatari dell’intervento

Il risultato della valutazione

In caso l’esito della valutazione sia favorevole, la Commissione europea o l’ufficio competente del programma nell’ambito del quale è stata presentata la proposta, fornisce sempre una comunicazione. Le proposte ritenute “valide” aprono un canale di comunicazione diretto tra l’ufficio competente e il proponente.

Il parere espresso dall’ufficio competente è normalmente inappellabile. Ciò si verifica sia nel caso che venga concesso un contributo comunitario inferiore alla percentuale di cofinanziamento prevista, sia che il progetto venga bocciato.
Si ricorda, infatti, che la proposta è presentata a rischio e pericolo dei proponenti.

In caso di insuccesso

Non sempre le proposte della Commissione europea sono accolte, infatti, nella fase di approccio alla progettazione europea, il rigetto delle proposte può essere un fatto normale dovuto generalmente all’inesperienza.

Un consiglio può essere di non arrendersi di fronte ad un primo insuccesso e di analizzare i fattori che hanno determinato l’eventuale esito negativo di bocciatura del progetto.

In caso di esito positivo

Nel caso il progetto sia approvato, viene siglato un contratto tra i proponenti e la Commissione europea. E’ il coordinatore del progetto a firmare il contratto con la Commissione europea. Nel contratto sono presenti i seguenti articoli:

    • durata del progetto (data di avvio e di conclusione);
    • costo globale del progetto, percentuale di finanziamento comunitario e modalità di accredito;
    • report tecnici, gestionali e finanziari da produrre alla Commissione europea per rendere conto di come stia procedendo il progetto;
    • le scadenze.

La fase attuativa del progetto prevede:

      • Il monitoraggio e controllo di attività, che:
        • Prevede una sistematica e continua raccolta e analisi di informazioni per il controllo di gestione e per l’assunzione di decisioni relative al progetto;
        • Serve a fornire al coordinatore del progetto, ad identificare e risolvere problemi di attuazione, a valutare i progressi rispetto a quanto pianificato.

 

Il monitoraggio deve prevedere una metodologia quale: scelta degli indicatori, raccolta, prodotti, tempi, responsabilità, ecc.
Gli indicatori sono alla base del sistema di monitoraggio, sono utili a misurare la performance del progetto e devono essere, in base al tema del progetto, di carattere: scientifico, sociale, quantitativo e qualitativo.

      • La rendicontazione, che deve tenere conto:
    • dello staff coinvolto;
    • della contabilità parallela e la conservazione della documentazione;
    • della redazione dei report per la Commissione europea.

 

3 La redazione periodica dei report per la Commissione europea, che è obbligatoria e prevista nel contratto:
 

    • può essere di carattere tecnico, gestionale o finanziario;
    • i report vengono redatti dal coordinatore del progetto con dati forniti dai partner in lingua inglese (e spesso in due lingue) e possono essere diffusi.
  1. La diffusione dei risultati ottenuti dopo l’implementazione del progetto:

Diffondere i risultati della realizzazione del progetto è considerato un aspetto di fondamentale importanza per la Commissione europea, tanto che le spese per la diffusione dei risultati devono essere previste nel budget del progetto. A tal fine possono essere usati più strumenti:

    • cartacei: report, brochures, depliants, multilingue ;
    • informatici: sito web multilingue (in alcuni casi il sito web è parte fondamentale del progetto stesso oppure è esplicitamente richiesto dalla Commissione europea) ;
    • organizzazione di eventi;
    • gadgets

    Inizio pagina

     

 
Comunità Montana Silana
Via G. Rossa, 30 - 87050 - Spezzano Piccolo - (CS)
Tel. 0984 431807-08 Fax 0984 435362