Indirizzo web: www.comune.spezzanodellasila.cs.it
E’ il centro presilano dopo S. Giovanni in Fiore più grande dei dodici paesi della Comunità Montana. Camigliatello Silano, famoso centro turistico nel cuore della Sila Grande, rappresenta il fiore all’occhiello della ridente cittadina. Famoso per la raccolta dei funghi, venera e ospita nel suo famoso convento reliquie del Santo Patrono, S. Francesco di Paola, la cui famosa festa travalica i confini regionali.
La superficie del suo intero territorio è di 79,50 Kmq, che si estende per larga parte sull’altopiano silano e comprende gran parte delle vette montane. L’abitato è sulle pendici del contrafforte di Serra Trifoglio. E’ a 800 metri di altezza s.l.m., a 14 km da Cosenza, alla quale è collegato per la strada statale 107 che lo attraversa. Attualmente il numero delle persone residenti è 4849.
Intorno al IX secolo le continue incursioni arabe e barbariche spingevano la popolazione cosentina verso gli accoglienti e calmi territori silani. Quelle che inizialmente erano solo delle brevi soste, con il tempo divennero più lunghe fino a divenire stazionamenti per tutti quelli che erano migrati nella zona. Così nacque Spezzano Sila¹·, collegato, geograficamente, al monte Stella fino all’attuale piazza S. Biagio, oggi centro storico spezzanese. Incerta è l’origine del nome “Spezzano”, al quale fu aggiunto l’aggettivo “Grande” per distinguerlo da Spezzano Piccolo. In un editto del 1346 di Giovanna I è chiamato “Spacianum Magnum”; in un altro documento figura il nome di “Specianum Magnum”. Secondo il Padula, poeta di Acri, il nome deriverebbe da due vocaboli ebraici: Beth-Tzan (casa forte); il Rohlfs, studioso tedesco, crede che il nome derivi da Spetius, uno dei primi abitanti o fondatori. Il popolo crede, invece, che derivi dal fatto che il centro era diviso in tanti rioni o pezzi e perciò: “spezzato”. Come gli altri casali di Cosenza, si schierò a favore degli angioini quando il capoluogo era favorevole agli aragonesi. Nel tardo ‘500 partì da Spezzano la prima azione di forza sulle proprietà silane. Assieme agli altri casali, venne venduto nel 1644 al Granduca di Toscana, dal dominio si sottrasse, tre anni dopo, durante “la rivolta di Celico”. Durante l’occupazione francese (1806-1815) restò solidale nei confronti dei Borboni.
Gli abitanti sono detti: Spezzanesi.