Ridente paesino alle porte della Sila, situato su una fascia collinare tra le valli dei torrenti Caricchio e Cardone. E’ a 743 metri di altezza s.l.m. a 12 km da Cosenza, alla quale è collegato per la strada provinciale. Il territorio ha una superficie di 49 km.q Le persone attualmente residenti sono: 2030. Spezzano Piccolo comprende i rioni di: Macchia e Macchisi. I centri abitati sull’altopiano sono: parte del villaggio di Croce di Magara, la Sculca, Neto Ferraro, la Sculchicella, Riggio, Ariamacina, Macchia di Pietro.
La sua origine, secondo alcuni storici, risalirebbe ai tempi dei romani e anche prima, secondo altri al periodo dell’invasione saracena (975-986), quando l’emiro Albucasimo, dopo aver devastato S. Agata, piombò sulla città di Cosenza mettendola a ferro e fuoco. Undici anni più tardi (986) i Saraceni ritornarono ad invadere Cosenza, riducendola, questa volta, ad un cumulo di macerie. Spezzano Piccolo venne fondato da alcuni scampati all’eccidio che presero il nome di: Spatianum Magnum e Parvi, ovvero Grande e Piccolo, per lo spazio grande e piccolo che si estendeva ai piedi dei centri abitati. Prese parte alla lotta contro i Barbari e contro i dominatori che vennero in seguito. Contrastò gli Spagnoli che volevano venderlo ai feudatari, prendendo parte per ben due volte, unitamente agli altri Casali, al pagamento in oro del riscatto e poi con un buon numero di cittadini alla cacciata del Baglivo da Celico. Partecipò al Sacco di Pedace e di S. Giovanni in Fiore, aiutando i pedacesi contro i francesi che videro distrutta una loro intera compagnia in località “Cava di Zinzi”, dove vennero, fino ad alcuni anni fa, ritrovate monete francesi ed ossa umane. Molti seguirono Garibaldi lottando contro i Borboni. Dopo l’Unita d’Italia si fanno strada le idee socialiste e poi comuniste, prima con Antonio Gullo e poi con Fausto Gullo ed Edoardo Zumpano, condannati al confinio politico dal fascismo. Si devono ricordare in piena dittatura fascista “l’occupazione delle terre silane”, la resistenza al fascismo con scritte inneggianti al comunismo e ai suoi capi, sfidando la reazione che non si fece attendere. Infatti, vennero arrestati decine di cittadini e Zumpano e Gullo inviati al confine. Nel dopoguerra si continuò a lottare per la terra ed il lavoro, occupando le terre incolte. Grande importanza ebbe la famiglia Gullo, con il suo maggiore esponente Fausto Gullo, uomo politico di fama nazionale, avvocato insigne e innovatore sociale, artefice della riforma agraria che in Sila rivoluzionò il latifondo, assegnando le terre ai contadini.
Gli abitanti sono detti: Spezzanopiccolari.