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SAN PIETRO IN GUARANO

Indirizzo web: www.comune.sanpietroinguarano.cs.it

Stemma San Pietro in GuaranoIl primo dei dodici paesi della Fascia Presilana S. Pietro con le sue molteplici borgate e frazioni è uno dei centri con più vocazioni agricole dell’intero comprensorio. Appollaiato su una collina separata da due profondi valloni è un luogo ameno dal clima mite e con panorami mozzafiato.
L’abitato è su uno sprone delimitato da corsi torrentizi. E’ a 625 metri di altezza s.l.m. a 15 km da Cosenza, alla quale è collegato da una strada provinciale che si congiunge alla provinciale 19. Le persone attualmente residenti sono: 3711. Il territorio si estende per una superficie di Kmq 48,08.
Del comune di S. Pietro in Guarano fanno parte due importanti frazioni: Redipiano e S. Benedetto in Guarano.
Il suo territorio era con molta probabilità abitato sin dall’Età della Pietra, come testimonierebbero i ritrovamenti di alcune caverne, ora ricoperte da terra e vegetazione, lungo il fiume Arente e che secondo alcune testimonianze conserverebbero oggetti di tale era. Storicamente il primo nucleo risalirebbe all’epoca delle colonizzazioni romane (II sec. A.C.); ciò sarebbe confermato da alcuni ritrovamenti, di coppe d’argilla risalenti a tale periodo, durante gli scavi per la costruzione del campo sportivo in località Vigne.
Il 3 Ottobre del 1806 un centinaio di soldati francesi si recò a S. Pietro per confiscare foraggi e materassi per gli ospedali militari; in quest’occasione i militari cercarono di penetrare in alcune case uccidendo due sampietresi e fucilandone un terzo, il sacerdote Francesco Bennardo, perché trovato in possesso di un vecchio fucile. Pensando di aver intimorito a sufficienza la popolazione, dopo aver deposto le armi nell’atrio di “Palazzo Collice”, iniziarono a perquisire le case.
Nel frattempo Francesco Intrieri seguito da masse di pedacesi e spezzanesi, chiamati in soccorso dalla popolazione, s’impossessarono delle armi cominciando a contrastare la ferocia dei soldati francesi che pur combattendo valorosamente subirono gravi perdite. Alcuni di essi vennero uccisi in paese, altri lungo il fiume Corno, altri ancora tentarono di raggiungere Cosenza ma 22 di essi, con l’ufficiale Valleris, furono raggiunti sul fondo della “Timpa Cucchjara”, oggi denominata “Timpa dei Franzisi”, fatti prigionieri ed arsi vivi nella piazza del paese con tutto ciò che avevano addosso, compresi i monili d’oro che i prigionieri, invano, tentarono di offrire in cambio della vita. Intanto i sampietresi si nascosero nella boscaglia e nelle campagne limitrofe temendo la rivalsa dei francesi che non tardò ad arrivare: nella notte successiva, il generale Deguisans, avvisato dai soldati reduci dal massacro, diede ordine al generale Verdier di marciare su S. Pietro con 2000 uomini. Trovato il paese deserto lo diedero alle fiamme.
Solo Palazzo Collice fu risparmiato perché appartenente a famiglia non ostile. Tra le fiamme andarono perduti tutti i documenti comunali e parrocchiali. Altre vicende storiche legano questo paese ad episodi avvenuti durante i moti risorgimentali, con la presenza di personaggi che combatterono per affermare gli ideali di libertà e di indipendenza.
Gli avvenimenti storici di quel secolo e del nuovo secolo che stava per arrivare, ebbero in gran parte vicende comuni alla storia di queste contrade.
Gli abitanti sono detti: Sampietresi.

 

 
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