A valle del centro urbano, trovarono la morte nel famoso “Vallone” i patrioti della spedizione di Pisacane: i Fratelli Emilio e Attilio Bandiera fucilati dai Borboni. Di notevole pregio la chiesa trecentesca di S. Barbara collocata su un cocuzzolo da cui si ammirano a 360 gradi: la valle del Crati sino al Pollino, Cosenza, e tutta la fascia Presilana
E’ situato a 744 metri s.l.m. a 10 km da Cosenza alla quale è collegato dalla Statale 107. Le persone attualmente residenti sono: 2810. Il comune di Rovito comprende quattro frazioni: Bosco, Flavetto, Motta e Pianette. Il territorio si estende per una superficie di Kmq 10,43. L’abitato, su uno sprone, affaccia sulla valle del Cannavino verso Celico ed i paesi della Presila, con ampio orizzonte verso il Repentino.
La sua nascita, come quella degli altri casali, risale al IX secolo, quando i Cosentini, abbandonata la loro città invasa dalle truppe arabe, fondarono un nuovo nucleo chiamato: Rovito. Le prime notizie certe risalgono al 30 Gennaio 1222, epoca in cui l’Imperatore Federico II di Svevia si recò a Cosenza per consacrare il Duomo distrutto dal terremoto del 1184. Nel 1500 sorgeva nella frazione di Flavetto, una scuola di Umanesimo, istituita da Nicolò Salerno, uno dei fondatori dell’Accademia Cosentina. Nel 1644, come tutti gli altri casali, fu venduto al Granduca di Toscana, che stabilì la sua sede a Celico. La mattina del 23 Maggio 1647, con l’aiuto di Isidoro Guzzolino, si riunirono a Pianette, altra frazione di Rovito, seicento uomini armati di picche, vanghe e pali per muovere alla volta di Celico ed assaltare il palazzo del governatore. La rivolta terminò con la vittoria dei Casali, che ritornarono, al territorio di Cosenza, mentre il Granduca fu costretto a fare ritorno in Toscana. Successiva a questi avvenimenti fortunati, perché privi di spargimenti di sangue, fu un’epidemia di peste (1656), che colpi, soprattutto, la frazione di Motta. Circa un secolo più tardi, nel 1753, sulla serenità di questo borgo gravò lo spettro della carestia: Rovito fra tutti i paesi che circondano Cosenza, fu quello che più di tutti patì la scarsità di cibo.
Durante l’occupazione francese (1806-1814), i rovitesi si schierarono contro le truppe straniere che gli tributarono l’appellativo di: “brigands”.
Gli abitanti sono detti: Rovitesi.