ARTE & CULTURA
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Notizie dalla Comunità Montana Silana

 

 

 

IL CONVENTO RISORGE

Convento di S. Francesco di PaolaLo stato di degrado dell’edificio, spinge il colto Parroco di San Pietro Apostolo, Don Tarquinio Arcuri, a muoversi per rialzare quei muri e per conservare ed abbellire quel poco che non è stato ancora rovinato. Il suo impegno, le sue fatiche, il suo amore per San Francesco, ben presto giungono a risultati concreti. Il Convento ricomincia a svegliarsi e a rifiorire. Difatti il 6 Maggio 1923 il Consiglio Comunale, convocato in seduta straordinaria dal Sindaco Salvatore Scrivano, delibera di cedere, come cede, di diritto e di fatto, il Convento di San Francesco di Paola e le sue adiacenze, meno i locali adibiti a carceri mandamentali, al Sottocomitato di Assistenza agli Orfani di Guerra, di cui era presidente Don Tarquinio Arcuri, allo scopo di erigervi un Asilo Scuola in favore soprattutto degli orfani di Guerra. Il 13 Luglio 1923, l’Asilo viene inaugurato alla presenza si S. E. l’Arcivescovo Mons. Tommaso Trussoni e del Prefetto di Cosenza. Fu una giornata memorabile, celebrata con la pubblicazione di un numero unico, intitolato “ CARITAS “

L’IMPEGNO SOCIALE

“Asilo Pro Orfani di guerra Spezzano Grande“. L’onta di più di un secolo buio, finalmente si cancella e alla ribalta della breve storia giganteggia la soave figura di San Francesco di Paola. Chi aveva sopito la sacra fiamma? Chi aveva costretto in asfissiante apatia il respiro di tanta fede? Mortificato sulle rovine della sua Terza fatica, il Santo delle nostre grandezze vedea passar gli inutili cortei tripudianti e a poco a poco cader gli avanzi, d’empie ingordigie infrante! Francesco ammoniva, le travi, i massi, le polle, gli indomiti giumenti dei suoi prodigi non avean più voce: e il vecchio maniero della collina, austero palladio d’amore, cedeva ai venti e alle tempeste. L’onta si cancella, sulle rifatte mura or brilla più lieto il sole e Francesco riaccende la sua fiamma! Egli accoglie paternamente la fanciullezza obliata perché sia fatta, domani, più degna della sua Fede, della sua Patria. Si resero necessari lavori di ristrutturazione del Convento, per renderlo idoneo e funzionale. Tali lavori, probabilmente iniziati ancor prima della concessione, durarono nove mesi e furono diretti dal capomastro Matera Francesco. Essi furono eseguiti a cura del Parroco Arcuri, che agiva in nome e per conto del Sottocomitato Orfani di Guerra.

LE SUORE CANOSSIANE

Convento di S. Francesco di PaolaLa direzione tecnica dell’Asilo che doveva assistere gli orfani di guerra, venne affidata, a partire dal 1° Dicembre alle Suore Canossiane, chiamate da Don Tarquinio. Le Suore svolsero un gran bel lavoro: assistettero l’infanzia abbandonata e povera, diedero vita, nel Convento, a momenti importanti di socializzazione, a manifestazioni culturali e ricreative. Del resto questo era il ruolo del Convento voluto da San Francesco. Dopo 14 anni, verso la fine del 1937, le Canossiane lasciarono il Convento che, per alcuni mesi, venne affidato a laiche. Però la storia riprese, in quanto a continuare l’opera subentrarono le Suore del Sacro Cuore del Verbo Incarnato, alle quali, con Convenzione datata 15 Novembre 1938, il Parroco Arcuri affidò la direzione dell’Asilo.

 

 

 

LE SUORE DEL SACRO CUORE

Da quel giorno l’Asilo si chiamerà Istituto “ San Francesco di Paola “ e comprenderà l’Asilo, un laboratorio di taglio e cucito e un ricovero di bambine abbandonate, gestito sempre da Do Arcuri. La prima Superiora fu Suor Emanuela di Gesù, alla quale, dopo breve tempo, successe Suor Rosalia di Gesù, che stipula una convenzione col Parroco per la direzione tecnica dell’Istituto “ San Francesco di Paola “. Il 14 Maggio 1940 Don Tarquinio Arcuri moriva e gli succedeva come vicario Economo Don Silvio Sammarco. Dopo la morte del Parroco Arcuri. La Prefettura di Cosenza trasforma l’Istituto in un Ente autonomo e con Decreto N° 22324 del 5 Luglio 1940 nomina un Commissario alla sua direzione.
Convento di S. Francesco di Paola Lo stesso Prefetto, con nota del 17 Agosto 1940 metteva l’Istituto sotto la direzione dell’E.C.A.. Con Decreto Prefettizio N° 41596 del 13 Ottobre 1940, l’Istituto passava nuovamente e in modo definitivo, alla Parrocchia di San Pietro Apostolo, la quale subentrava così in tutti i diritti, al Sottocomitato Orfani di Guerra ed il 27 Dicembre 1940 avveniva la consegna. Il 2 Agosto 1942, prendeva possesso della Parrocchia di San Pietro Apostolo il nuovo Parroco, Don Evigino Pugliese, che sottoscrisse una convenzione con le suore. I primi anni della nuova amministrazione furono molto duri sia a causa del razionamento del cibo che rendeva molto difficile l’approviggionamento, sia a causa dell’inflazione monetaria che rendeva assolutamente insufficiente la retta pagata per le ragazze e sia a causa del ritardo con cui venivano pagati i mandati ( era la guerra… ). Il Parroco Pugliese lasciava, pertanto, l’amministrazione dell’istituto, che passava in questo modo alle Suore. Nel 1948, Suor Clementina, Superiora Generale dell’Ordine, venuta a Spezzano, anticipava i fondi necessari per affrontare i nuovi lavori, che nel frattempo si erano resi necessari, da eseguire nel Convento. Nel 1954 veniva formulato e sottoscritto il nuovo Statuto che durerà fino alla fine e che rivela tutta la grande opera svolta dalle Suore. La popolazione, le Amministrazioni Comunali, le Istituzioni assistenziali, sono state sempre vicine alle Suore, aiutandole nei momenti di difficoltà, partecipando alle loro attività ed alle loro manifestazioni, a dimostrazione di quanta attenzione,  quanto amore e quanta fede si nutriva da parte di tutti, nei confronti del Convento di San Francesco di Paola.

LA CHIESA DEDICATA ALLA SANTISSIMA TRINITA’

La Chiesa di S. Francesco di PaolaLa chiesa di San Francesco di Paola a Spezzano Sila, la terza fondata personalmente dal Santo, insieme all’attiguo Convento, dedicata alla Santissima Trinità, fu costruita nel 1454. Ha subito continue trasformazioni nei secoli successivi pur restando, del primtivo impianto, importanti resti.
Chiesa ad unica navata, con quadrilatero finale e tre monofore ad arco ogivale per lato, denuncia chiaramente il processo architettonico tardogotico  seguito nel 1700 dal massiccio rimaneggiamento tardo baroco. Degno di nota,inoltre, il Portale di materiale tufaceo, opera di maestranze calabresi, inserito in una facciata con movimento fastigio di coronamento ondulato. E’ tutelata ( ipso iure ) ai sensi dell’art. 4 della Legge 01.06.1939 N° 1089. Il 27 Giugno 1717, il frate Minimo Giuseppe Maria Perrimezzi, Vescovo di Oppido, consacra ed inaugura la Chiesa, rifatta quasi per intero e trasformata in stile barocco, in modo da divenire così un bel capolavoro di barocco floreale, certamente tra i più grandiosi della Calabria. Il Convento di San Francesco, tenuto dai Minimi, aveva nel 1600 – 1700, raggiunto una solida posizione economica tanto da farne uno dei più ricchi dell’intero Ordine. Generosi benefattori come il Duca di Caccuri, Marzio Cavalcanti, la famiglia Giudicessa, grandi maestri d’arte come Nicola Rizzo da Canneto, il pittore Cristoforo Santanna da Rende, la Scuola di scalpellini roglianesi e locali, il contributo dei devoti spezzanesi, l’abbellirono con opere di storia e di arte immortali.
Convento di S. Francesco di Paola La Chiesa si arricchì con un patrimonio ligneo di grande valore artistico come le Porte, il Coro, la Sagrestia, il Soffitto, le Statue; fu adornata con cornicioni, capitelli, archi, figure angeliche, dipinti, che cantano la sua grandiosità. Si attuò un grande disegno armonico: il Vecchio Testamento, presente nei dipinti raffiguranti personaggi biblici, che preannuncia la venuta di Cristo; il Nuovo Testamento, presente nei dipinti raffiguranti le grandi ed eterne storie della vita di Cristo, s’incontrano, si armonizzano e cantano Gusù, Signore dell’Universo, ieri, oggi e sempre.

 

 

DIPINTO DELLA NATIVITA’

Dipinto della Natività

 

Olio su tela di Cristoforo Santanna. In basso è inciso: “ Fra Dom. da Celico F.F. C.S.B. 1779. Domina la scena, il bambino intorno a cui convergono cielo e terra, si raccolgono in adorazione tutte le creature. Quel Bambino è il Figlio di Dio fatto uomo. Le tenebre della notte sono squarciate dalla luce che piove dal cielo e dalla luce che si irradia da quel Bambino, sole dell’umanità.

 

 

 

 

 

DIPINTO DI MARIA SANTISSIMA REGINA DEI SANTI

Dipinto di Maria SS Regina dei Santi

 

Il dipinto raffigura l’incoronazione di Maria Vergine, Regina dei Santi, per opera dello Spirito Santo, a sua volta rappresentato dalla colomba. Cielo, nubi, i Santi attorno alla Madonna, terra Papi fondatori di Ordini Religiosi, San Francesco d’Assisi, San Domenico e San Francesco di Paola partecipano a questo evento celeste perché l’evento tocca l’universo intero che ispira alla Gloria. La scena è animata da giochi di luce e di colori, da chiaroscuri ed è dominata dalla figura della Madonna, immersa nella Gloria di Dio. Autore ignoto.

 

 

 

 

Assessorato alla Cultura

Curato da: Geom. Luigi Rizzo


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