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SOTTO PROGETTO BIOMASSE
Resoconto I° Incontro - Basilicata
Communauté de montagne Alto Sinni (Basilicate) Parc Aveto (Ligurie)
Association des Communes forestières de Corse Communauté de Montagne Silana (Calabre)
Agence de développement de Mouressi (Thessalie) Agence de développement de Florina (Macédoine occid.
Commune de Castronuovo de Sant’Andrea (Basilicate) Dir. Reg. des Eaux et Forêts du Haut Atlas Marrakech)
PARTNER COMUNITA’ MONTANA SILANA
Resoconto I° incontro con i partner - Dicembre 2006
Prime valutazioni e riflessioni
La C. M. Silana, nell’ambito del programma INTERREG IIIC, partecipa al progetto Mediterritage, sotto-progetto Biomasse, finalizzato alla valorizzazione energetica delle biomasse forestali ed agricole.
Al progetto partecipano partner di diverse regioni europee: C.M. Alto Sinni e Comune di Castronuovo Sant’Andrea (Basilicata), Parco Regionale dell’Aveto (Liguria), l’Associazione dei Comuni forestali della Corsica (Francia), Agenzia di sviluppo di Mouressi in Tessaglia e l’Agenzia di Sviluppo di Florina in Macedonia (Grecia). Quale paese terzo extra europeo, è prevista la partecipazione del Marocco.
Il primo incontro fra i partner del progetto è avvenuto nei giorni 1-2 dicembre in Basilicata, il secondo incontro è previsto presso l’Università della Corsica nella città di Corte, nei giorni 23-24 febbraio. Seguiranno altri due incontri fra i partner, uno in Liguria e l’altro in Grecia.
Il progetto prevede essenzialmente attività di studio e di scambio di esperienze fra i diversi partner locali, non essendo previste realizzazioni di strutture, il tutto finalizzato alla quantificazione delle biomasse forestali presenti sul territorio ed alla possibile valorizzazione energetica delle stesse, previa valutazione dell’attuale domanda/offerta del comprensorio.
Durante l’incontro in Basilicata i partner hanno visitato un piccolo impianto per la produzione di pellet ( 2 q.li/ora di produzione, in fase di potenziamento ad 8 q.li/ora) localizzato presso un impianto che produce essenzialmente pedane e contenitori in legno per il trasporto di materiali, utilizzando quindi gli scarti di produzione e legna da ardere (principalmente cimali e ramaglia). In un altro Comune del potentino, abbiamo potuto osservare invece un impianto a “cippato” ( legno triturato) che fornisce acqua calda sanitaria e riscaldamento a tre strutture pubbliche, palestra coperta, spogliatoi campo di calcio ed ostello della gioventù. L’impianto è entrato in funzione ad ottobre scorso e dai primi dati sembra assicurare un risparmio del 20-25% sui costi con alimentazione a gasolio.
Sempre in Basilicata presso il Comune di Castronuovo di Sant’Andrea, si è svolto un incontro dibattito sul progetto di teleriscaldamento a biomasse forestali, che l’Amministrazione Comunale intende realizzare per fornire energia termica ed acqua calda sanitaria, alle strutture pubbliche locali ed a 143 abitazioni del centro urbano. Il progetto stima in circa 2000 tonnellate/anno il fabbisogno di biomassa. Dai dati esposti, si è appreso che il Comune intende utilizzare la biomassa forestale proveniente dalla gestione di un bosco di sua proprietà di circa 1250 ettari, per il quale è stato già adottato un piano di assestamento e gestione che mediamente in un anno stima in circa 230 t la biomassa utilizzabile, per soddisfare il fabbisogno totale, si ipotizza l’utilizzo delle biomasse provenienti dalle attività agro-forestali locali. Il risparmio previsto è pari a circa il 20% rispetto all’alimentazione a gasolio. All’esposizione del progetto ed alla successiva discussione ha partecipato anche il Presidente della Giunta Regionale lucana, che ha dichiarato la massima attenzione del governo regionale alle tematiche trattate, sottolineando la necessità di attente valutazioni in merito alle effettive potenzialità del territorio a supportare l’intervento ipotizzato.
Dagli altri partner si è appreso che il Parco regionale dell’Aveto, in Liguria, sta valutando la possibilità di dotarsi di impianti a biomassa forestale per le esigenze termiche delle proprie strutture di servizio e di accesso al parco, disponendo di notevoli superfici forestali, con essenze resinose e latifoglie. Esprime una certa preoccupazione per i costi di approvvigionamento dl cippato.
Dal partner della Corsica, si apprende che presso la città di Corte, sede dell’unica università dell’isola e del prossimo incontro, è in funzione una centrale a biomasse forestali per il teleriscaldamento delle strutture pubbliche cittadine: università, ospedale, scuole, uffici.
I due partner della Grecia, non hanno riportato esperienze già in atto, ma hanno manifestato il loro interesse ad apprendere lo stato dell’arte nel settore delle biomasse forestali, per poterlo trasferire nelle proprie regioni.
Per quando riguarda il contributo della Comunità Montana Silana, oltre ad aver riportato i dati statistici e di indagine circa l’estensione della aree forestali del nostro comprensorio, distinguendo fra proprietà pubbliche (circa 11000 ettari) e private (circa 39000 ettari), con maggiori dati sulle principali essenze forestali presenti: Pino Laricio, Faggio, Castagno, Quercine, Abete e pioppo, abbiamo posto l’attenzione sulla presenza in Calabria, più propriamente nelle province di Cosenza e Crotone, di almeno 4 impianti a biomasse per la produzione di energia elettrica, con potenze dai 14 ai 40 MWe, in relazione alle quali è necessario approfondire la conoscenza dei dati circa la quantità di biomasse utilizzate, la loro provenienza, l’effettiva disponibilità di biomasse sul territorio, considerato che nell’area di riferimento, permane una forte richiesta di legna da ardere, valutabile in circa 2mc/anno/ab., corrispondenti a circa 10-12 q.li/anno/abitante.
Le prime riflessioni fatte insieme agli altri partner, nel corso delle due giornate lucane, possono sintetizzarsi nei seguenti punti:
- L’attuale tecnologia permette la realizzazione di efficienti impianti a biomassa forestale con elevati rendimenti sia termici che elettrici;
- Le biomasse forestali ed agricole possono rappresentare una alternativa alle fonti fossili: petrolio e gas naturale;
- Occorre pianificare un corretto utilizzo della risorsa forestale esistente, mediante piani di assestamento e gestione dei boschi, che permettano di quantificare oggettivamente le risorse disponibili in termini quanti-qualitativi;
- E’ necessario che sul territorio si attivi una filiera bosco-legno-energia che permetta una crescita complessiva del territorio ed assicuri costanti flussi di materia prima e non sfruttamento incontrollato delle risorse naturali.
- Le biomasse forestali interessate a processi di valorizzazione energetica rimangono quelle di scarto, cimali, ramaglia, essenze poco pregiate, residui di potature ecc.., poiché considerati i prezzi di mercato della legna da ardere e da opera, non è assolutamente praticabile l’ipotesi di utilizzo di tutta la massa legnosa prelevabile con interventi di taglio colturale dei boschi: l’attuale prezzo di mercato della legna da ardere è pari a 2-3 volte il prezzo del cippato.
- Sulla base della biomassa effettivamente disponibile e ricavabile dai boschi e dalle attività agricole, dovranno essere opportunamente pianificate realizzazioni di centrali a biomassa, che non inneschino processi di depauperamento del territorio e fenomeni di importazione massiccia di biomasse forestali da paesi terzi, che altererebbero notevolmente il bilancio di emissione di CO2 a livello locale.
Questa ultima preoccupazione, riferita al nostro territorio, riteniamo possa essere già accaduta in relazione alla messa in produzione delle centrali di Rende, Crotone, Cutro, Strongoli e pare del Mercure, infatti da documenti di programmazione regionale relativa al periodo 1999-2006, risulterebbe un fabbisogno in di circa 2,25 milioni di tonnellate/anno per il funzionamento a pieno regime delle centrali programmate e realizzate. Le domande da porsi quindi sono: esistono tali quantità di biomassa forestale? Ovvero è prelevabile annualmente una tale quantità di biomassa forestale dai nostri boschi? Se una tale quantità è superiore alle potenzialità del territorio, in termini di incremento annuale della massa legnosa, ci ritroveremo fra qualche anno senza boschi o con quattro cattedrali nel deserto?
Ulteriori acquisizioni di dati ed approfondimenti sulla tematica, verranno trattati nell’ambito del 2° incontro fra i partner, in Corsica a fine febbraio 2007.
Francesco Cava – responsabile del progetto
Spezzano Piccolo, 19 marzo 2007
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