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Segue articolo pubblicato il 30.03.2007
IL CONVENTO DI SAN FRANCESCO DI PAOLA DI SPEZZANO DELLA SILA
DIPINTO DI CRISTO RISORTO
Olio su tela, raffigura la resurrezione di Cristo e l’incredulità di Tommaso Apostolo. Reca l’incisione: SUMTIBUS CONFRATERNITATIS. Il dipinto, fatto su ordinazione degli spezzanesi, rappresenta e racconta un fatto storico. Nella Chiesa di San Francesco esisteva una Confraternita Funebre i cui soci, detti “fratelli“, indossavano camici, cappucci e mantelline nere allorquando dovevano portare una bara in Chiesa. La Confraternita era stata istituita per curare la sepoltura dei morti e per fare celebrare SS. Messe. Dai registri dei marti parrocchiali risulta che dagli inizi dell’800 fino alla realizzazione del Cimitero Comunale, i morti venivano seppelliti nella Chiesa di San Francesco. In alto del quadro, la Madonna Assunta. Trattandosi di morte, la Figura necessaria è, ovviamente, quella di Cristo Risorto, che ha vinto la morte ed ha aperto all’uomo le porte del Cielo. Bellissima tela che esalta i propri chiaroscuri ed è come dominata dall’immagine di Gesù Risorto e da quella della forte espressione della Fede ritrovata da Tommaso.
Autore ignoto, epoca: fine 1700.
STATUA DELLA MADONNA CON BAMBINO

Statua in legno, raffigurante la Madonna col Bambino, incoronati da una corona argentata. La Madonna, vestita con veste color rosa e mantello azzurro piegato sul braccio destro, sorretta dagli Angeli, guarda il cielo mentre il Bambino, sostenuto dal braccio della Madre, è benedicente con lo sguardo verso l’Universo. La statua porta incisa sul piedistallo la dicitura: “R.P.M. Michael Angelus Zumpanis Lector Iubilatus pro sua devozione. 1792”. Di ottima fattura e di bottega napoletana.
DUE STATUE DI SAN FRANCESCO
Una alta e l’altra a mezzo busto, più recente ed utilizzata per la Processione. Entrambe in legno, ricoperte di smalto nero. Molto espressive; bastone in mano, lo stemma CHARITAS sul petto, lo sguardo rivolto al Cielo. Il Santo è immerso nella contemplazione di Dio. Sulla base della porta della nicchia, dove è situata la statua alta, è scritto: “ Vincenzo Giudicessa f.f. per sua devozione. A.D. 1852 “.
SULLA PARETE DESTRA DELLA CHIESA SONO SITUATI:
DIPINTO DELLE CARMELITANE E SAN GIUSEPPE
Gli angeli reggono una raggiera a forma di sole sul cui nucleo bianco è scritta una parola ebraico – aramaica e misteriosa. E’ la parola di Dio che le Carmelitane contemplano e che una suora trascrive, mentre San Giuseppe indica la Parola agli uomini. Parola di Dio che discende dall’Alto attraverso un fascio di luce. Il sole domina ed illumina tutta la scena ed i personaggi, mentre un chiaroscuro azzurro fa da cornice. E’ la parola di Dio che guida ed illumina la vita degli uomini.
Autore ignoto, XVIII secolo.
DIPINTO DELLA CROCIFISSIONE
Tela raffigurante la Crocifissione di Cristo, con ai piedi la Madonna e le Pie Donne, il dramma dell’estremo sacrificio che è stato consumato. Le figure sono avvolte dall’ombra, mentre il raggio di luce che proviene dall’alto e che brucia l’oscurità, è il raggio della Risurrezione ed il silenzio che domina la scena è vinto dal dolore profondo e dai lamenti delle Pie Donne.
Autore Ignoto, XVIII sec.
DIPINTO DELLA MADONNA ANNUNZIATA
La tela raffigura l’Annunciazione dell’Angelo Gabriele a Maria Vergine, tra San Giuseppe, San Rocco e Sant’Antonio. La Vergine Santa, inginocchiata su un inginocchiatoio poggiato su una nube, prega leggendo la Bibbia. L’Angelo, che stringe nella mano un fiore bianco ad indicare la Verginità di Maria, reca il messaggio di Dio: “La Vergine partorirà un Figlio, l’Emmanuele, per opera dello Spirito Santo“. Quest’ultimo è rappresentato nel quadro dalla Colomba che manda un fascio di luce che investe la Madonna, a significare che la Potenza di Dio adombra la Vergine, la quale concepirà. Tutto il Cielo partecipa a questo Evento divino; Dio attraverso la nube e gli Angeli mentre la Terra rimane rimane a contemplare attonita.
Epoca del quadro: XVIII sec.
STATUA DI SAN MICHELE ARCANGELO
Non c’è Chiesa di San Francesco di Paola in cui non si trovi un’immagine di San Michele Arcangelo. Al Santo, in estasi nel suo ritiro di Paola, apparve l’Arcangelo San Michele che aveva nella sua destra uno scudo luminoso sul quale, a lettere d’oro, in campo azzurro, si leggeva al parola “CHARITAS“. Nell’atto di porgere a Francesco il simbolo misterioso, l’Arcangelo gli disse: “Francesco, questo sarà lo stemma del tuo Ordine“. Michael (El – Eloim) nella lingua ebraica vuol dire “Chi come Dio“. San Michele è messaggero della Potenza di Dio e proprio la Potenza di Dio ha sostenuto la grande opera di San Francesco. La statua raffigura San Michele che ha ai piedi il demonio e nella mano destra un’asta appuntita con cui colpisce e sconfigge Satana. Sull’imboccatura dell’asta c’è un cerchietto a raggiera nel cui centro sono scritte le iniziali di tre lettere della lingua greca: J. H. S., ovvero Jesus Cristòs Sotèr, che in latino vogliono dire “ Jesus Christus Salvator “, Gesù Cristo Salvatore. Gesù è la “CHARITAS“ di Dio fatta carne, Uomo, venuto ad abitare in mezzo a noi. E San Francesco è l’uomo della “CHARITAS“, il Santo innamorato di Gesù Carità. Le lettere JHS sono scritte nel centro del cerchietto della spada di San Michele, “CHARITAS“ è scritta nel centro del sole stampato sul petto di San Francesco. Statua di San Michele in legno dorato, di ottima bottega napoletana, di notevole interesse storico – artistico.
Epoca: XVII sec.
ENTRANDO NELL’ABSIDE, SEMBRA DI VARCARE LE SOGLIE DI UN VERO E PROPRIO MUSEO CONTENENTE, IN ORDINE SPARSO:
DIPINTO DELLA FUGA IN EGITTO
Dipinto molto bello, forse tra i più belli dell’autore. Gli ultimi raggi del sole sembrano conferire al dipinto una dorata sensibilità cromatica, mentre la sera che avanza, già avvolge nell’ombra il paesaggio. Molto espressiva l’immagine della Madonna che stringe e circonda di amore e protezione il Bambino. Indovinata anche la figura di San Giuseppe, illuminata da un volto radioso e lieto, mentre gli Angeli accompagnano i Sacri personaggi in fufa.
Autore: Cristoforo Santanna.
Epoca 1788.
DIPINTO DELL’ADORAZIONE DEI MAGI
Tutta la scena, animata dalla dinamica di chiaroscuri e dalla sontuosità degli abiti, è occupata dalla figura dei Magi in atto di adorazione, di contemplazione e di offerta dei doni. La rappresentazione è protesa, con tutti i suoi protagonisti, verso il Bambino che è il Principio e la Fine di tutte le cose. La Madonna che presenta il Bambino, ha il volto commosso e pensieroso per gli eventi misteriosi che si susseguono e di fronte ai quali ha pronunciato il proprio “ si “. Dipinto su tela.
Autore: Cristoforo Santanna.
Epoca: fine ‘700.
DIPINTO DELLA GLORIA DI SAN FRANCESCO
Dipinto posto nel centro del soffitto della Chiesa con ai piedi il paesaggio di Spezzano. Erano circa le dieci del mattino del 2 Aprile 1507, Venerdì Santo quando San Francesco di Paola si addormentava pienamente nel Signore, a Tours, in Francia. La notizia della sua morte corse via col vento e giunse in ogni angolo della Francia. Il popolo sussurrava: “ E’ morto il Santo, Francesco è entrato nella Gloria di Dio “. La fama e la santità dell’umile eremita, che rapidamente si diffuse in tutta Europa, e la conoscenza dei miracoli operati dal Santo, accrebbero l’ansia e il grande desiderio di vedere il frate calabrese elevato agli onori degli altari. Ed il grande giorno giunse radioso e trionfante: il 1° Maggio 1519, il Pontefice Leone X, con rito solennissimo celebrato nella Basilica di San Pietro, con l’esultante Bolla di Canonizzazione “EXCELSUS DOMINUS“ proclama “Beato“ Francesco di Paola, Santo Confessore.
Erano passati solo 12 anni dalla morte, forse un caso unico nella storia delle Canonizzazioni. La Celebrazione della Festa dovrà essere celebrata in tutta la Chiesa Universale, il 2 Aprile. Incontenibile fu la gioia dei Frati Minimi e delle popolazioni. Oggi la statua del Santo troneggia nella Basilica Vaticana, tra i Fondatori di Ordini Religiosi ed addita, ai popoli, il simbolo della sua “CHARITAS “. Il dipinto celebra la Glorificazione di San Francesco nell’alto dei cieli, in mezzo al coro degli Angeli, nell’estasi della visione beatificata di Dio.
Autore ignoto
Epoca: fine ‘700.
Assessorato alla Cultura
Curato da: Geom. Luigi Rizzo
Spezzano Piccolo, lì 09.05.2007
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