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EVENTI E FOLKLORE


.....borghi e cittadine ricche di fascino, foriere di tradizioni e riti che sposano elementi sacri e pagani e sfrigionano il loro arcaico fascino nelle diverse feste che si celebrano in ogni comune .....


Aprigliano

Il 5 febbraio, giorno in cui i fedeli ricordano "la Madonna delle Grazie" che, invocata durante il terremoto del 1905, fece in modo che Vico e Corte (frazioni) uscissero indenni dalla grande disgrazia che colpì, invece, le altre frazioni.

Il 15 Agosto a Vico (frazione) ha luogo la festa in onore di "Santa Maria dell'Assunta";

La prima domenica di Settembre, nella frazione di agosto si festeggia "la Madonna dell'Immacolata", a Grupa e a Guarno, un anno ciascuno, "San Rocco".

L'ultima Domenica di Agosto, a Corte (frazione), San Leonardo.

La seconda Domenica di Settembre, "la Madonna di Porto Salvo".

L'ultima settimana di Settembre, "la Madonna di Loreto".

 

Bocchigliero

Carnevale, con il teatro "E frasse" (Le farse)
Tradizione del Carnevale a Bocchigliero è quella che vede impegnati giovani ed adulti, mascherati e vestiti con abiti vecchi e rattoppati, per non farsi riconoscere, che si ritrovano a gruppi più o meno numerosi in giro per il paese, in una specie di rappresentazioni teatrali itineranti, per recitare "e frasse", cioè delle satire, spesso molto pungenti, che vengono scritte per l'occasione da persone che debbono rimanere assolutamente ignote. Con tali "frasse" si ridicolizzano piccoli e grandi eventi della comunità: un matrimonio riparatore, la separazione tra moglie e marito, un fidanzamento non andato a buon fine, avvenimenti e lotta politica, il rapporto con i professori nella scuola e tutto quanto può essere rappresentato con ironia e comicità.
Basta un piccolo piazzale o il salotto di una casa amica per improvvisare la recita che di solito comincia così: "Largo signori miei largo facete, perchè la frassa si comincia a recitare, chi non ci ha gusto e non ci ha piacere se ne potrebbe pure andare..." e poi ironie e sfottò a tutto gas........
Delle buone bevute accompagnano spesso i divertimenti, e la notte si torna tutti a casa:.... Brilli!!!

"I 'mmiticelli" il 19 marzo
Il 19 marzo a Bocchigliero la Festa di San Giuseppe coincide con una tradizione molto antica, quella dei "mmiti" (gli inviti) che consiste nella organizzazione di pranzi per bambini poveri, per i figli dei vicini di casa e degli amici, da parte di chi, in questo modo, intende ringraziare il Santo per una "grazia" ricevuta.
C'è l'usanza, che si mantiene ancora oggi, anche se in misura notevolmente ridotta, di organizzare i 'mmiticielli seguendo una prassi ben definita: la tradizione vuole che la mattina, prima della celebrazione della Santa Messa, una gruppo di venti o più bambini (i 'mmitati) si recava a casa della famiglia che aveva organizzato il pranzo. Qui trovava una donna anziana che doveva guidare il gruppo per tutta la durata della cerimonia.
I machietti porta
vano un bastone con in cima tre o quattro biforcazioni adornate con fiori di carta variamente colorati, mentre le ragazze portavano sulla testa una coroncina anch'essa decorata con fiori.
Così sistemati partecipavano alla Santa Messa ed alla processione per le vie del paese, cantando canzoncine dedicate al Santo.
Poi alla fine, stanche ed affamati, tutti a casa a mangiare "ciciari e maccarrùni", polpette di ricotta, baccalà, cipullizze e purpette e patate: ...praticamente una grande abbuffata!!!

Domenica delle Palme
La Domenica delle Palme apre i riti della Settimana Santa ed a Bocchigliero si tramanda una antichissima tradizione che si svolge con la partecipazione di tutta la popolazione.
Dopo la prima Messa del mattino, il Parroco, seguito da una enorme folla che porta rametti o interi fasci di rami di ulivo, abete (pita) ed alloro, si reca alla Croce del Carmine nella via del paese San Rocco, dove si procede alla benedizione e dopo si ritorna in chiesa per continuare il rito religioso.
Diffusa è l'usanza di decorare le palme dei bambini con crustuli e scalille (squisiti dolci tipici locali), caramelle, cioccolatini ed altri dolci.

Il "Via Crucis" di Pasqua.
La celebrazione della "Via Crucis" con la partecipazione di tutta la cittadinanza e di tanti forestieri, richiamati in paese per la straordinarietà dell'evento, percorre tutto il centro abitato.
Il Venerdì Santo quando non suonano le campane, l'annuncio delle funzioni religiose è dato dal suono della vecchia "tocca-tocca": una grossa cassa di legno percorsa da alcuni martelletti.

San Giovanni, 24 Giugno
Pur non essendo un santo particolarmente venerato a Bocchigliero, merita comunque essere ricordato per una vecchia usanza.
La tradizione Bocchigliarese vuole che l'uomo che tiene a battesimo il figlio di un parente o di un amico si chiami "compari" e la donna "cummari".
Si può diventare compari e comari anche senza tenere in battesimo alcun bambino: il 24 giugno (festa di San Giovanni) molte giovinette preparavano un vassoio con dentro un piccolo tripode (tripidu) adornato con un velo o un prezioso tovagliolo di seta (una "giorgetta"), vi diponevano dentro dell'origano, qualche monetina del riso e dei confetti, quindi giravano per le vie del paese e dove vedevano delle ragazze si fermavano e le invitavano a diventare comari. Ricevuto l'assenso si davano la mano e tenendosi per i mignoli recitavano questa filastrocca:
Cummàri e San Giuvànni vattiàmune alli bbànni (pubblicamente); e llì bbànni su vattiàti, vasamune 'a manu ca sìmu cummàri.
La nuova comare doveva porre nel vassoio qualcosa: dei dolci, delle carammelle, degli spiccioli o altro.
Questa pratica, un tempo molto diffusa a Bocchigliero, fa fatica a resistere; certo è però che ci sono ancora molte donne divenute comari in questo modo.

"I Maji" 5 Agosto e 21 Agosto
Tradizione molto bella è quella dei "maji", in occasione dei festeggiamenti di San Rocco (21 agosto) e della Madonna de Jesu (5 agosto). Questi si realizzano con pianta di giovane pino privato completamente della corteccia, i cui rami vengono sistemati a forma di sfera, una sull'altra, fino alla cima.
Vengono rivestiti ed addobbati abbondantemente di biscotti fatti in casa e di tipici mostaccioli.
Un tempo si usava mettere anche un gallo in cima, mentre altri, soprattutto, famiglie di pastori o allevatori, usavano fare, con la stessa filosofia, "e nimule" che invece venivano ricoperte di animaletti di pasta di caciocavallo o di dolci tipici come i "ginetti".
Una volta erano numerosi e venivano offerti al Santo e portati in processione. La sera poi, durante i festeggiamenti, venivano "venduti" all'asta al migliore offerente, per concorrere alle spese dei festeggiamenti.

"A Focara" a Natale
Natale è sempre stata una festa molto sentita, vissuta con molto rispetto e senso religioso.
In questa occasione assume grande significato "a focara", un grande Falò che si accende in piazza ed in tanti altri rioni del paese, anche in occasione della Festa dell'immacolata. Giovani, bambini ed adulti di ogni rione sono impegnati a costruire 'a focara: i bambini vanno in giro per le vie del rione gridando "u lignarì.. u lignarì". Al richiamo le porte si aprono per offrire un pò di legna da ardere.
Giovani ed adulti invece, già alcuni giorni prima, vanno nel bosco a raccogliere grossi pezzi di tronchi d'albero secchi o per estirpare e recuperare "e zucche", cioè quella parte della pianta tagliata che è rimasta ancora nel terreno con le radici.
C'è una sorta di competizione, tra un rione e l'altro, per costruire il falò più grande. Tutta la legna raccolta viene sistemata per formare un grande cono, al quale la sera si da fuoco per farla ardere per tutta la notte, mentre tutt'intorno si riunisce la gente del vicinato, amici, parenti e semplici conoscenti, spesso accompagnati dal gioioso suono dell fisarmonica o della chitarra battente e chiunque può improvvisarsi cantante di vecchie canzoni popolari o raccontare momenti di vita vissuta.

"U Cupi-Cupi" 31 Dicembre
Ogni anno, la notte del 31 dicembre (giorno di San Silvestro) a Bocchigliero si rinnova e perpetua una vecchia tradizione: si formano squadre di amici, grandi e piccoli, che fanno il giro per il paese e con i loro canti, accompagnati dal suono del "cupi-cupi", di mortai, chitarre, coperchi di pentole o quant'altro può emettere un suono, augurano benessere a quelli della casa in cui si fermano a suonare, pregandoli di aprire la porta per farli entrare, attraverso questo canto: "Sientu 'nu 'struscio sta scala appennino, chissa è la patruna chi minte llù vino..." ( sento un rumore lungo la scala della cantina, questa è la padrona che va a prendere il vino). Spesso vengono invitati ad entrare, ma solo dopo una lunga attesa, a volte sotto la neve, il freddo ed il gelo dell'inverno Bocchiglierese. Una volta entrati però, sanno loro come riscaldarsi al suono del cupi-cupi e dinanzi ad una tavola ben bandita.
Il "Cupi-Cupi" è uno strumento musicale artigianale, composto da un recipiente cilindrico di legno, pieno d'acqua e ricoperto con una pelle di capra ben tirata e stirata, al cui centro viene ancorata una canna che appositamente manipolata provoca una particolare vibrazione del suono molto cupo, dal quale deriva appunto il suo nome caratteristico e particolare dello strumento musicale.

 

 

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Celico

L'estate "celichese";

Le "feste di Natale";

Il 12 febbraio "Il Quadro Divino";

"La Passione" a Pasqua;

La prima domenica successiva alla Pasqua la "Madonna della Catena";

Il 13 Giugno "S. Antonio";

Il 16 Luglio la "Madonna del Carmelo";

La seconda Domenica di Settembre "S. Nicola";

Il 29 Settembre "S. Michele".

 

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Lappano


Tra le festività da non perdere:

Il 24 Giugno, "S. Giovanni Battista", il patrono è festeggiato con i riti religiosi (messa e processione).

L'ultima domenica di Giugno, "Santa Gemma".
Per questa Santa, la cui statua si trova nella chiesa di San Giovanni Battista e a cui i lappanesi attribuiscono due miracoli, è prevista la celebrazione di una messa, la processione, uno spettacolo musicale e i fuochi d'artificio.
E' tradizione illuminare i balconi con le fiaccole.

Prima Domenica di Agosto, "la festa della Madonna della Neve".
In occasione della festa della Madonna della Neve si snodano due processioni, nel corso della giornata, per le strade della frazione Altavilla. Suggestiva quella notturna con la fiaccolata.
Questa Madonna è stata da poco restaurata e portata allo stato attuale.

L'Otto Settembre, "Santa Maria delle Grazie".
La festa dedicata alla santa che avrebbe salvato il paese dal terremoto del 1783 è preceduta da un novenario.
Oltre alla processione diurna accompagnata dalla banda e dai tamburi, i lappanesi ne organizzano una notturna.
Il passaggio del corteo è sottolineato dalle candele poste sui balconi e sulle finestre.
Nei festeggiamenti sono previsti anche i giochi popolari e lo spettacolo pirotecnico.

Tra gli eventi culturali e ricreativi da non perdere c'è:

"L'Agosto Lappanese"
Durante il mese di agosto si susseguono una serie di iniziative culturali (teatro, concerti di musica classica o etnica e proiezioni di film). In questi giorni sono esposte mostre di pittura e dimostrazione su ceramica.

"La Sagra dell'uva" (ottobre).
Si usa, in occasione di questa sagra, distribuire l'uva per le case del centro in cambio di offerte libere per finanziare i giorni della festa. In paese sono allestiti gli stand per la degustazione del vino locale accompagnato dalle salsicce arrostite al momento.
Durante la sagra si usa premiare il miglior vino lappanese.

"Sagra del turdillo" (26 dicembre).
In occasione della sagra si premia il miglior piatto fatto in casa fra i vari piatti portati dalle signore lappanesi.

 

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Pedace

La festa della "Pecorella" in onore della Madonna Addolorata, che si festeggia la quarta domenica di Settembre.

La sagra dei "cullurielli" (Dicembre);

 

 

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Pietrafitta

Il 13 Giugno "S. Antonio";

Il 26 Luglio "S. Anna";

La prima o la seconda Domenica di Settembre "S. Rocco";

La prima Domenica di Ottobre la "Madonna del Rosario";

Il 6 Dicembre "S. Nicola di Bari".

 

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Rovito

La "sagra degli Arnedos" (frazione Motta);

La "sagra della castagna";

La prima Domenica di Settembre "S. Rocco";

La seconda Domenica di Settembre "la Madonna della Pietà";

La terza Domenica di Settembre, a Bosco (frazione), "la Madonna Addolorata";

Il 4 Dicembre "S. Barbara".

 

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San Giovanni in Fiore

Il 13 Giugno "S. Antonio";

Il 24 Giugno "S. Giovanni";

Il 16 Luglio "la Madonna del Carmine";

L'8 Agosto una Fiera (in origine solo di animali) realizzata già dal 1200;

"S. Padre Pio" (Ottobre);

"La Madonna della Sanità" (due settimane dopo la Pasqua);

Il 2 Maggio "S. Francesco di Paola".

 

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S. Pietro in Guarano

La "Beata Vergine della Consolazione (o Madonna della Cintura)" il lunedì di Pasqua a S. Benedetto (frazione);

"S. Pietro Apostolo" il 29 Giugno a S. Pietro;

"S. Maria di Costantinopoli" la prima o la seconda Domenica di Agosto a Redipiano (frazione);

"Estate insieme" ad Agosto;

"U Dirroccu" (sfilata della maschera tradizionale sanpietrese in cartapesta con lo scheletro in canne), il 16 Agosto per la festa di S. Rocco;

"Pazzi giochi in piazza" ad Agosto a Redipiano (Frazione);

"Sagra dell'uva e del vino" a Settembre a S. Benedetto;

"La Sagra della castagna" l'ultimo Sabato di Ottobre.

 

 

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Serra Pedace

Madonna di Monte Oliveto, lunedì di Pasqua
La Chiesa della Madonna di Monte Oliveto si trova nel Comune di Pedace ma è antica tradizione che la statua dopo la S. Messa venga portata in processione anche a Serra Pedace. La devozione verso questa Madonna fu portata dai monaci Olivetani originari di Arezzo, ancora oggi si può ammirare parte dell'antico convento, all'interno della chiesa nella parte centrale dell'abside è posta un'antica pala raffigurante la madonna col bambino e ai piedi si notano i due paesi (come segno di protezione).

"La festa patronale di S. Donato", la seconda Domenica di Agosto;
La festa è proceduta dal novenario, che è predicato secondo i temi annuali indicati dalla chiesa. Culmina  con la celebrazione eucaristica presieduta dal parroco e concelebrata dal padre predicatore.
Nel pomeriggio  si svolge una processione solenne preceduta dalla banda musicale, al rientro la statua del Santo Patrono viene portata a spalla dai devoti e più volte gira la grande piazza come segno di patrocinio e soccorso. A sera la festa si conclude con intrattenimenti musicali e spettacoli pirotecnici.
La tradizione vuole che per questo giorno venga preparata la cuccia, piatto tipico a base di grano e carne di maiale.

Sant'Alessandro, 26 Agosto
I festeggiamenti si tengono nella frazione silana di Silvana Mansio (paesino dall'aspetto fiabesco). Dopo le celebrazioni di rito (messa e processione) si svolgono i giuochi popolari e gli spettacoli musicali.

"La Sagra della Castagna", gli ultimi giorni di Ottobre.
In questi giorni di festa, con menù a tema, si organizzano mostre, escursioni nel castagneto, spettacoli e caldarroste a volontà, il tutto accompagnato dal suono ancestrale dei tamburi.

 

 

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Spezzano Piccolo

"La processione dell'Immacolata", a fine Maggio;

La "festa della cocuzza", la fine di Luglio;

"La Madonna dell'Assunta", il 15 Agosto;

"La Madonna delle Grazie", la seconda Domenica di Settembre a Macchia (frazione).


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Spezzano Sila

Tra le festività da non perdere:

La "festa di S. Biagio", i primi di Febbraio;

La "festa di S. Francesco di Paola", la terza Domenica di Settembre;

"L'Allegra Estate" con manifestazioni di vario genere;

I festeggiamenti per il Natale e varie sagre, organizzate nel corso dell'anno e che, però, non hanno una fissa ricorrenza.

 

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